Nell’ambito dei dispositivi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio svolti dalle pattuglie della Polizia di Stato di Padova, con particolare riguardo all’attività di contrasto dello sfruttamento dell’immigrazione irregolare, gli agenti della Squadra Mobile, nella mattinata di venerdì 21 marzo, su disposizione della Procura della Repubblica di Padova, hanno dato esecuzione al decreto di Ispezione locale emesso dall’Autorità Giudiziaria a carico di una cittadina cinese, titolare del contratto di locazione di un appartamento all’interno della Torre Belvedere in piazzale Stazione.
Il provvedimento dell’Autorità Giudiziaria trae origine delle numerose segnalazioni pervenute da cittadini. Nelle prime ore del mattino di venerdì 21 marzo, gli agenti hanno fatto accesso in un appartamento della scala B della torre Belvedere di piazzale Stazione dove, oltre alla titolare del contratto di affitto, 53enne cittadina cinese, sono stati rintracciati altri 8 cittadini cinesi.
I poliziotti, una volta entrati, hanno riscontrato la presenza di numerosi posti letto posizionati nelle cinque stanze presenti nell’appartamento, tutte numerate come vere e proprie stanze di albergo e attrezzate solamente con i letti serviti per dare alloggio ai presenti. Tutte le persone trovate ospitate abusivamente nell’abitazione sono state accompagnate in Questura in quanto senza documenti di identità al seguito e sono state identificate. Si tratta di 8 cittadini cinesi, oltre alla titolare dell’appartamento, tutti uomini di età compresa tra i 23 e i 65 anni, incensurati.
Dagli approfondimenti, 7 di loro sono risultati regolari in Italia ed uno è risultato destinatario di rintraccio per notifica del provvedimento di rigetto della richiesta di Protezione Internazionale. Per questi motivi, al termine delle verifiche, gli agenti hanno eseguito il suo allontanamento dal territorio nazionale mediante accompagnamento da personale della Questura, alla frontiera aerea di Milano Malpensa, dove è stato imbarcato su un volo diretto a Pechino con scorta della Polizia di Stato e rimpatriato in Cina.
Dagli accertamenti effettuati dagli investigatori della Squadra Mobile è emerso che la donna dava alloggio ai connazionali ad una tariffa giornaliera variabile da 10€ a 30€, comprensiva dei pasti, proprio come se si trattasse di un albergo, senza alcuna registrazione tuttavia della loro presenza.
Sono ora in corso indagini per risalire ad eventuali siti internet od altri canali attraverso i quali la struttura veniva pubblicizzata nella comunità cinese. A seguito di quanto accertato, la Squadra Mobile ha provveduto a porre sotto sequestro preventivo, ex art. 321 c.p.p., l’appartamento a carico della donna, che è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.
Il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio ha altresì attivato l’Ufficio Immigrazione della Questura per l’avvio, nei confronti della 53enne cinese, del procedimento di revoca del permesso di soggiorno.