Questa mattina al Liceo Artistico Statale Modigliani si è tenuta un’assemblea di istituto, proposta dai rappresentanti, per parlare della storia del voto e della sua importanza, anche in vista dei quesiti referendari che vedranno tutt’Italia votare l’8 e il 9 giugno.
Questo incontro ha visto come relatrice Marianna Cestaro, segretaria confederale della CGIL di Padova. Il sindacato dei lavoratori si è infatti reso disponibile per spiegare agli studenti l’importanza del voto e dei referendum del prossimo giugno.
“Le assemblee di istituto sono una pratica fondamentale per gli studenti, purtroppo negli ultimi anni se ne vedono sempre meno nelle scuole, ma è cruciale che gli studenti si riprendano il diritto di partecipare alla proposta formativa delle loro scuole.” Dichiara Bianca Truffo, rappresentante degli studenti in consiglio d’istituto del liceo Modigliani. “Gli studenti sentono l’esigenza di parlare di diritto al voto e di partecipazione democratica, soprattutto in un Paese come il nostro in cui l’affluenza alle urne è meno del 50%. L’obiettivo dell’assemblea è spiegare agli studenti che la loro opinione conta, che il voto di ognuno è alla base del nostro sistema democratico, in particolare se si parla di referendum, la forma di partecipazione politica più diretta che la nostra costituzione permette.” Conclude la rappresentante.
“La partecipazione della CGIL è cruciale in questo tipo di assemblee, mai come in questo periodo, visti i referendum sul lavoro che si terranno l’8 e il 9 giugno di quest’anno. I quattro quesiti referendari sul lavoro, proposti dal sindacato stesso, insieme a quello sulla cittadinanza costituiscono dei traguardi fondamentali per i lavoratori, ma anche per noi studenti in quanto ci garantiscono un futuro meno precario.” Aggiunge Sophie Volpato, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Padova. “Come Rete degli Studenti medi appoggiamo completamente la campagna referendaria della CGIL e troviamo cruciale la sua divulgazione nei luoghi del sapere come le scuole secondarie di secondo grado in cui viviamo la nostra quotidianità.” Conclude Volpato.